Scienziati contro il consumo di carne

27-04-2010
Oltre cento scienziati nei Paesi Bassi si sono schierati per chiedere la fine degli allevamenti zootecnici di tipo industriale. In una carta di intenti hanno chiarito i problemi degli allevamenti di massa, mostrando le possibili via di uscita e soluzioni.
Nel punto 10 della carta intenti (leggi in fondo a questa pagina) scrivono chiaramente
“The development of nutritious and tasty plant based foods should be promoted”
(Deve essere incentivato lo sviluppo di alimenti sani e gustosi di origine vegetale)
La Fondazione svizzera Albert Schweitzer ha tradotto i punti chiave e si augura che gli scienziati in Germania e in tutto il mondo seguano l’esempio dei colleghi olandesi.

Tra le motivazioni presentate troviamo anzitutto la protezione degli animali, contro i maltrattamenti, le mutilazioni e la sovraalimentazione delle varie specie, in un sistema in cui "gli animali vengono adattati alle esigenze dell'industria".

Un altra forte preoccupazione degli accademici riguarda la distruzione del suolo, con le deforestazioni ed una progressiva acidificazione e caricamento del terreno con conseguenti sovraccarichi per le falde acquifere. Gli animali si nutrono di mangimi con alte concentrazioni di fosfati che vengono di nuovo ceduti al terreno.

Ma forse l'argomento più forte, utilizzato da sempre a sostegno dell'alimentazione vegetariana, è quello dell'alimentazione e della fame nel mondo. In media, si scrive nel documento, servono 5 kg di cereali per produrre 1kg di carne. Il 40% della raccolta cerealicola viene utilizzato per l'alimentazione animale.

La produzione di carne richiede inoltre un consumo idrico enorme. Si prevede che già nel 2017 il 70% della popolazione mondiale avrà problemi di accesso ad una quantità di acqua potabile sufficiente.

Per quanto riguarda i cambiamenti climatici gli allevamenti provocano una quota di emissioni di gas serra del 50% superiori a tutti i mezzi di trasporto, aerei inclusi.

Gli scienziati olandesi hanno elaborato un documento con 10 richieste:
1) I governi devono introdurre cambiamenti e non aspettarsi una semplice presa di coscienza da parte dei consumatori, che è di per sé insufficiente. Sono necessari dei governanti che mostrino chiara indipendenza rispetto agli interessi economici in atto.
2) Il consumo dei prodotti animali deve calare almeno del 33% da qui al 2020. Ai governi il compito di informare in modo aperto e incisivo sulle conseguenze di un consumo eccessivo di tali prodotti.
3) Tutti i costi della produzione di carne e latticini devono includere il costo aggiuntivo per la salute pubblica e la distruzione dell'ambiente. Si richiede la disposizione di una nuova tassazione su questi prodotti.
4) Se non si ottiene nessun accordo su scala europea o internazionali, i singoli Paesi dovranno fungere da modello.
5) Alla protezione degli animali deve essere accordato un ruolo centrale, incluso e menzionato all'interno delle Costituzioni e disciplinato da leggi in modo da abolire pratiche crudeli.
6) L'utilizzo di antibiotici o ormoni nella produzione di alimenti deve essere vietata.
7) Si deve sostenere la reintroduzione di cicli chiusi e autosufficienti nella produzione alimentare. 8) L'espansione edilizia e degli allevamenti deve fermarsi. È opportuno introdurre limiti precisi con una soglia massima di capi per ettaro, regione o paese.
9) Ai contadini deve essere data la possibilità di passare alle nuove disposizioni. La politica, come matrice di un modello di sviluppo errato, deve saper accompagnare un nuovo processo orientato alla sostenibilità.
10) Deve essere incentivato lo sviluppo di alimenti sani e gustosi di origine vegetale per facilitare i consumatori nel passaggio ad un'alimentazione povera di carne e non appesantita da troppi latticini.

Articolo tratto da : Il nuovo mondo (in pdf)
Fonte 1 : sein.de (in pdf)
Fonte 2 : Fondazione Albert Schweitzer (in pdf)
Leggi il report completo con le firme degli scienziati (o scarica il pdf)

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