| Cos'è Reiki - 2 |
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Reiki è una moderna disciplina di origine giapponese. Come lo Shiatsu, l’agopuntura, lo Yoga, il Qi-Gong e molte altre pratiche di origine orientale, anche Reiki è una tecnica di riequilibrio energetico. Ma Reiki rientra anche tra quelle discipline definite come percorso di consapevolezza, di miglioramento, di crescita o di liberazione, come ad esempio sono lo Yoga, il Qi-Gong, il Tai Chi, l’Aikido, le cosiddette arti marziali e tutte le discipline spirituali in genere. L'espressione “disciplina spirituale” deve essere qui intesa proprio e solo come percorso di evoluzione personale, svincolato da qualsiasi connotazione religiosa. Bisogna anche precisare che quelle che noi definiamo “arti marziali” (come karate, judo, kendo, etc.) sono in realtà discipline che hanno come scopo, attraverso il controllo del corpo e della mente, l’evoluzione della coscienza e della consapevolezza. Come recentemente ci ha ricordato il nostro maestro giapponese Rev. Hyakuten Inamoto, in Giappone pressoché tutte le attività, anche quelle più strettamente sportive, vengono praticate con questo obiettivo. Riassumendo, possiamo dire che il metodo Reiki di Usui è una pratica energetica volta a migliorare il nostro stato di salute (fisico e psichico) e una pratica di crescita personale e spirituale per l’evoluzione della nostra coscienza e consapevolezza, che ha lo scopo di migliorare la qualità della nostra vita attraverso il raggiungimento della pace interiore. Reiki è volersi bene ma è anche volere bene agli altri, perché le pratiche possono essere rivolte verso sé stessi e verso gli altri. Attenzione, però: Reiki non è una soluzione automatica a tutti i problemi: Reiki mette a disposizione gli strumenti, ma dipenderà poi da noi usarli e farli fruttare. Il metodo Reiki di Usui è semplice, ma non per questo dobbiamo considerarlo facile, perché riguarda la vera essenza dell’essere umano. La bellezza del metodo Reiki di Usui è che si può imparare in una giornata. Durante il seminario vengono trasmessi gli insegnamenti così come ci sono stati tramandati dal Giappone; sarà poi compito dello studente mettere in pratica quotidianamente i principi appresi, abbandonarsi e riconoscere la propria natura per trarne il massimo beneficio. È tutto talmente semplice che la difficoltà di questa pratica non sta nell’apprendimento, bensì nel creare un varco nella fitta rete delle nostre convinzioni razionali e scientifiche.
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