Disciplina spirituale

 

Mi stavo chiedendo perché si parla di disciplina spirituale. Spesso non ci soffermiamo sul significato delle parole; in realtà, questa definizione contiene un insegnamento ben preciso. Per prima cosa ho controllato sui dizionari.

 

Su disciplina ho trovato:

 

  • insegnamento, guida: affidare qualcuno alla disciplina di un maestro (De Mauro);

  • l’insieme delle norme che regolano il comportamento di un individuo, un gruppo, un ente; rispetto, obbedienza di tali norme; e per estensione, il dominio dei propri istinti e desideri suggerito da principi etici o religiosi: si impone una ferrea disciplina (De Mauro);

  • organizzazione metodica e rigorosa di un'attività o della condotta morale (wikipedia);

  • complesso delle norme (e osservanza delle stesse) volte ad assicurare il buon ordine e la regolarità in una comunità, in un istituto, ... (wikipedia).


E su spirituale:

 

  • che consta unicamente di spirito e non di materia; incorporeo, immateriale: la parte spirituale di ognuno di noi (De Mauro);

  • che riguarda o è proprio dell'anima: educazione spirituale (De Mauro);

  • che è proprio della coscienza; che riguarda l’interiorità dell'uomo (De Mauro);

  • che manifesta o rivela sentimenti elevati, un’anima pura, dedita alle esperienze intellettuali e lontana da quelle dei sensi (De Mauro).


Poi ho riflettuto sull'uso a me più vicino di disciplina: la disciplina sportiva. Ho pensato al percorso che deve intraprendere l'atleta per ottenere dei risultati di alto livello: duro allenamento. Chi vuole ottenere risultati deve lottare sopratutto contro le insidie della mente: la noia, la fatica, la pigrizia, la paura, i fallimenti, l'inganno, ma anche la troppa sicurezza o l'arroganza. Un vero atleta si allena con costanza, dedizione e umiltà, segue una dieta, conduce una vita sana e si attiene fedelmente alle indicazioni del suo allenatore. Chi ha provato ad allenarsi seriamente almeno una volta nella vita sa che si combatte contro gli "oggi non ho voglia", "domani mi alleno il doppio", "oggi sono stanco", "non ce la farò mai" e così via. La mente può essere la prima nemica e l'atleta sa che non deve mai cedere alle tentazioni, ma allenarsi sempre con disciplina. È questo l'unico metodo per tenere a bada la mente, migliorare la propria tecnica e il proprio fisico e quindi ottenere risultati. L'atleta sa che ogni cedimento non è una pausa, ma un passo indietro. Possiamo quindi dire che l'attività sportiva si basa su un'organizzazione metodica e rigorosa, ha regole da rispettare e insegnamenti dettati da un allenatore: si tratta quindi di una disciplina.

Mi sono quindi reso conto che una disciplina spirituale è definita tale perchè ha le medesime caratteristiche: il buon praticante spirituale ottiene risultati e progressi nel proprio cammino solo se affronta il percorso con disciplina. E Reiki, in quanto displina spirituale, segue gli stessi principi.

La pratica spirituale ha bisogno di disciplina più di ogni altra attività, dato che, in assenza di risultati tangibili e misurabili (come potrebbero essere i punteggi sportivi), la nostra mente è maggiormente soggetta a distrazioni, cedimenti e tentazioni. Più che mai dobbiamo affidarci alle indicazioni dei Maestri e praticare con fede e umiltà. Il Maestro Usui ci insegna che per progredire nel cammino spirituale di Reiki bisogna attenersi fedelmente ai suoi dettami e praticarli con costanza e dedizione: praticare meditazione e trattamento Reiki, condurre una vita sana seguendo i 5 principi e offrire i nostri servizi al prossimo.

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