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Quello che segue è il riassunto del documento originale tradotto dall'inglese. La ricerca ha un importante valore scientifico, in quanto è stata eseguita da una prestigiosa università di medicina. I risultati sono molto interessanti. Buona lettura!
Università di Leeds – Regno Unito
Facoltà di medicina e salute
Dicembre 2007
L’esperienza e gli effetti del trattamento shiatsu - studio coordinato tra più paesi europei. ©Università di Leeds
Nel 2007, a seguito di una ricerca commissionata dal Parlamento Europeo sulle medicine alternative e complementari, la Federazione Europea di Shiatsu ha chiesto a un’università inglese di condurre uno studio sugli effetti dello shiatsu. L’Università di Leeds, incaricata di questo studio, ha esaminato un totale di 948 persone in tre diversi paesi: Spagna, Austria e Regno Unito. Lo scopo dello studio era di stabilire quali fossero le percezioni a breve e a lungo termine circa i trattamenti shiatsu e di raccogliere informazioni sulle caratteristiche tipo dei praticanti. I dati sono stati raccolti attraverso quattro questionari a risposta multipla, ai quali ciascun ricevente ha risposto dopo il primo trattamento, dopo quattro giorni dal primo trattamento, dopo tre mesi e dopo sei mesi di trattamenti. I riceventi sono stati opportunamente selezionati al fine di evitare qualsiasi tipo di coinvolgimento con i praticanti. Tutti gli operatori shiatsu che hanno partecipato a questo studio hanno praticato il metodo Masunaga. I risultati dello studio sono molto dettagliati e contengono numerosi dati statistici; il resoconto completo si può trovare a questo link.
Riassumiamo i dati più significativi.
Viene qui definito ricevente colui che riceve il trattamento e praticante l’operatore che effettua il trattamento.
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Il 18% circa dei partecipanti riferisce di una sensazione negativa nei quattro giorni successivi al trattamento. Col passare del tempo, questa percentuale diminuisce: l’82% di questo 18% dichiara infatti che la sensazione negativa, che in seguito affermeranno essere diventata positiva, è da considerarsi transitoria e rientra nel processo di guarigione in base alla teoria dello shiatsu (crisi di guarigione). In ogni caso, solo il 3% del totale di queste risposte negative si può classificare come “un evento indesiderato, potenzialmente dannoso o un effetto che potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza del ricevente”.
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Nel lungo termine, il dato significativo riguarda l’evidente percezione di effetti benefici da parte dei riceventi. Si è riscontrata, tra l’altro, una riduzione statisticamente significativa della gravità dei sintomi, che riguarda sopratutto gli stati classificati come “stress e tensione”, seguiti da “problemi ai muscoli, alle articolazioni e allo scheletro”, inclusi mal di schiena e problemi posturali.
Tra i risultati oggettivi che lo studio ha messo in evidenza, segnaliamo:
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risultati positivi come benessere generale, mantenimento dello stato di salute, prevenzione (seguendo consigli e raccomandazioni) e consapevolezza dello stato di salute sono considerevoli: ciò lascia intuire le potenzialità dello shiatsu nel campo della sanità;
Conclusioni tratte da chi ha redatto lo studio:
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È necessario offrire un regolare supporto in seguito ai trattamenti, volto a migliorare la comprensione del ricevente riguardo “crisi di guarigione”, “movimenti energetici” e “processo di riequilibrio”.
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È importante che il praticante fornisca consigli che possano favorire un cambiamento nello stile di vita del ricevente, al fine di migliorarne lo stato di salute.
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Lo shiatsu può contribuire alla prevenzione e al mantenimento di un buono stato di salute.
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È importante che l’operatore comprenda la necessità di “collaborare” con il ricevente, affinché quest’ultimo arrivi ad assumersi una maggiore responsabilità in merito alla propria salute.
La relazione completa è disponibile su:
http://www.healthcare.leeds.ac.uk/downloads/ShiatsuFinalReport.pdf
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